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Ho letto questo dialogo e l'ho trovato interessante. Un modo intelligente e leggero per passare alcuni concetti alla base della visione energetica, della Persona come dell'esistenza.

Riporto di seguito il testo del post, che potete trovare in originale qui. Ringrazio il sito Body Thinking e Jader Tolia.

“La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda è di essere potenti oltre ogni limite”.
Marianne Williamso

 

Ci può dire qualcosa del suo lavoro?

Sì, volentieri. Do una mano a far funzionare gli esseri umani. Mi occupo in particolare di tutto ciò che può tornare utile alla gente per evitare di sentire il proprio potere.

Sta dicendo che esiste davvero un mercato per una cosa del genere?

Ma certo. Nel mio settore c’è sempre stata una domanda fortissima. La gente ha così paura di ciò che sente e di ciò che sentono gli altri che ricevo continuamente richieste di antidoti.

E, di preciso, che tipo di cose avete inventato?

Il nostro prodotto più classico e diffuso è sempre stato il lavoro pesante (quello che una volta si chiamava “schiavitù”, per intenderci). Poi naturalmente l’alcol e le droghe, ma qui si va nell’ovvio. Quando abbiamo scoperto che è fondamentale cominciare da piccoli, abbiamo inventato un programma chiamato “educazione”. Ma in un modo o nell’altro la gente riusciva sempre a trovare qualche sistema per sfuggire al controllo, così abbiamo fatto una quantità di esperimenti per scoprire qualcosa che funzionasse ancora meglio.

E lo avete trovato?

Ehm, sì… (esitando). Ma, vede, il problema è che se le rivelo il trucco, allora…

E su…

D’accordo… gliene posso parlare lo stesso, perché tanto oramai funziona così bene che la possibilità che qualcuno se ne liberi è praticamente nulla, anche se glielo scrivi a caratteri cubitali.

E allora cos’è?

Ci siamo serviti della moda.

Della moda!?

Sì, della moda… Sa, è davvero lo strumento ideale. Viene considerata qualcosa di innocuo e comune, un semplice gioco, e allo stesso tempo ha un effetto profondo sul corpo e sulla mente. Perfetta quindi per tenere le persone nella modalità che auspichiamo!

Ma in che modo? A che livelli intervenite?

A dir la verità tutti. Il più importante è quello dei piedi, perché la vera forza di una persona dipende dal rapporto coi propri piedi. Vede, l’individuo più forte è nei fatti quello che ha più contatto con la terra. Per cui abbiamo dovuto alzare il centro di gravità delle persone, ad esempio introducendo degli spessori che chiamiamo “tacchi”. Più forti sono le persone, e più alti devono essere questi spessori. Ma poi abbiamo pensato che sarebbe stato utile anche separare la parte alta del corpo dalla parte bassa, così abbiamo introdotto le cinture e gli elastici in vita. Degli indumenti bizzarri e in gran parte inutili (che abbiamo chiamato “biancheria intima”) ci hanno aiutato a nascondere le parti del corpo più interessanti. Abbiamo inventato uno strano aggeggio chiamato “reggiseno” per limitare il respiro, e degli altri affari, le “cravatte”, per separare la testa dal corpo. Non le nascondo che ci siamo davvero divertiti.

Ma la gente non si ribellava? Come avete fatto a convincerli?

Non è stato facile, ovviamente. All’inizio non ne volevano sapere di soffrire, come di respirare a fatica, o di sentirsi tagliati in due. Così abbiamo cominciato un “programma a premi”, ad esempio pagandoli di più se erano liberi professionisti o dando loro più opportunità di carriera se erano impiegati. 
Soldi, reputazione, classe sociale, ha presente? Con le donne, a volte ci siamo spinti talmente in là che alcune non avevano neanche più voglia di uscire di casa per andare a lavorare (ridacchiando). Questo si è rivelato davvero pratico per tenerle lontane dalla stanza dei bottoni.

Così alla fine avete risolto il problema?

Beh, no, non proprio subito. Non si sa bene perché, nel lungo termine le cose non funzionavano. Poi, improvvisamente, l’illuminazione. Abbiamo scoperto che sarebbe stato tutto più efficace se riuscivamo a convincerli che in questo modo sarebbero diventati più attraenti, e quindi che era per il loro bene …

Assolutamente geniale.

L’aspetto riuscito meglio è che la gente ha cominciato a convincere sé stessa e le persone intorno. Così noi abbiamo potuto metterci tranquilli e lasciare che il lavoro procedesse per conto suo. Dovevamo solo influenzare un piccolo numero di persone chiave, tipo designer e un po’ di quelli che lavorano nei media, e poi ci avrebbero pensato loro a orientare tutti gli altri. Vede, una volta che si supera il punto critico, è fatta. Appena le persone cominciano a mettersi queste scarpe, questi vestiti, cominciano anche a essere meno percettive, quindi non hanno più il problema di lottare col dolore e di cercare di eliminarlo prima possibile. Smettono di capire cosa sta succedendo.

E così avete risolto il problema del dolore fisico, ma il disagio psicologico?

Oh, quello si è risolto da solo grazie a ciò che adesso chiamano sindrome di Stoccolma: le vittime finiscono per adottare il punto di vista di chi ha il potere. Cominciano a veder bello tutto quello che vogliamo fargli vedere come tale. Cominciano a credere che è una loro scelta… (ridendo). È tutto qui: convinci il prigioniero che la palla di ferro alla caviglia è un segno di bellezza e di valore, e diventerà furioso con chiunque tenti di aiutarlo a liberarsene.

Tratto da libro di Jader Tolja e Nelleke Don sul rapporto tra corpo e moda in corso di pubblicazione.

 

Dio è dietro alla sua scrivania che sta lavorando a un nuovo progetto 
quando entra Gabriele:
“Le cose vanno di male in peggio sulla Terra da quando hai detto ad Adamo ed Eva di andarsene dal Paradiso”, dice Gabriele con tristezza.
Con gli occhi sbarrati per l’incredulità, Dio esclama: 
“Vorrai mica dire che se ne sono andati per davvero?».

 

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